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lunedì 12 agosto 2024

La nostra storia - 6

 Il Campeggio

Sono trascorsi ormai 50 anni dalla prima volta. Infatti, nel luglio del 1974, dopo mesi di preparazione, iniziava la prima esperienza di campeggio per una ventina di bambini/ragazzi della comunità. Un gruppo selezionato, per non aggiungere eventuali altri problemi a quelli organizzativi che si stavano sperimentando.

Qualche mese era trascorso nella ricerca del luogo ideale. Non troppo lontano, un po' selvaggio ma non isolato. Alla fine si scelse di andare a Riva Valdobbia, pochi km prima di Alagna in Val Sesia. In Piemonte non venivano richieste le stesse regole della Valle d'Aosta e l'attrezzatura minimale che avevamo a disposizione soddisfaceva i regolamenti regionali di allora. In primavera avevamo fatto incetta di tende allo stand di Bertone durante la Fiera di Milano, l'ultimo giorno svendevano quelle esposte!

Lisetta e Carla le prime cuoche e mamme affidatarie

Una squadra di adulti era partita qualche giorno prima per preparare il luogo. Il lavoro consisteva nel livellare dove richiesto e piantare tende, nonché le strutture adibite a cucina e mensa. Nel mentre si tiravano i cavi per l'energia elettrica e si sistemava il bidone per l'acqua potabile. Terminati questi lavori, giungevano i primi ospiti e iniziava l'avventura.


Le giornate erano un proseguo dell'oratorio estivo, ma con l'aggiunta della convivialità con gli amici anche nelle ore notturne. Erano programmati giochi e camminate, turni di corvè per il lavaggio di pentole e stoviglie e riempimento bidone acqua potabile. Momenti di preghiera e di scuola con i compiti delle vacanze, oltre alla messa quotidiana. 

La gita a Punta Indren


Per questa prima esperienza di campeggio non erano state previste le docce. Ci si lavava in un ramo secondario del Sesia con acqua corrente proveniente direttamente dal ghiacciaio del Monte Rosa. Ci si temprava quasi subito! Bisogna però dire che, a differenza dei bambini d'oggi, eravamo abituati a fare il bagno nelle rogge del Villoresi.


La Nostra Storia - 5

 In Gita

Una delle cose che ha cambiato la prospettiva nella comunità, è stata la possibilità di partecipare a delle gite. Poche le automobili private, pertanto la scoperta dei viaggi in pullman in compagnia, ha da subito movimentato buona parte dei parrocchiani verso i luoghi sacri e non della nostra bella Italia e non solo.

 

Gita a Roma nel maggio del 1972

Con cadenza mensile si partiva alla scoperta di luoghi che, per la poca informazione circolante allora, sembravano remoti e fuori portata. Solo chi aveva fatto il militare o aveva avuto esperienze lavorative di trasfertista poteva conoscere.

Gita a Vienna a settembre del 1972


Gita a Varallo Sesia del 197x

Anche l'oratorio estivo era una delle occasioni in cui veniva data la possibilità, a molti giovani e bambini parrocchiani, di vedere il mondo fuori le mura domestiche. Una volta alla settimana si raggiungevano luoghi non lontanissimi, ma che per noi erano tutti da scoprire e ammirare alla pari di viaggi esotici.


mercoledì 1 febbraio 2017

La Nostra Storia - 4

<<Avanti al centro, contro gli opposti estremismi ...>>
Politica? Un po'!
E' tratta da una canzone di Guccini da noi cantata in oratorio nei primi anni '70. Parafrasava in modo simpatico, e al limite del profano, la genesi Divina. Per noi era motivo di discussione. 
In parrocchia però "il centro" era ben altro!
Era il nostro Centro Parrocchiale! 
Luogo di rifugio e di lunghe partite a carte, a ping pong e a biliardo.
Ma era anche il punto di incontro e luogo in cui organizzavamo gli impegni pomeridiani e serali.
Era il ritrovo per le famiglie: un gelato o una granita sul dondolo nel giardinetto sul retro, quanto ci si poteva concedere a quei tempi.
Dopotutto, il nostro era uno dei bar più belli della zona, al punto che i "foresti" venivano da noi a passare le serate.
Monitorati costantemente dal Don non potevamo sfuggire agli impegni presi, tanto che, dopo le periodiche riunioni, alcune giornate si concludevano con l'assemblaggio del bollettino parrocchiale.
Era il nostro Web, finestra sul mondo, ma con i piedi e le mani occupate a costruire materialmente nella comunità un ambiente fino ad allora inesistente.
Per dovere di cronaca, lo stabile al rustico era frutto dell'opera di don Giancarlo Colombo e della generosità dei parrocchiani che ci hanno preceduto.


Inaugurazione del Centro Parrocchiale il 12-04-1971

Sul Sagrato di allora si possono trovare ulteriori informazioni.

domenica 29 gennaio 2017

La Nostra Storia - 3

E' più facile costruire o mantenere/manutenere?
Non si fa riferimento alle sole opere materiali come edifici e strade, ma anche a gruppi di persone in associazione, come i circoli, i gruppi sportivi, ecc.
Di sicuro ci vuole parecchio impegno da parte dei gestori, ma anche da tutti i componenti che fanno parte dei gruppi in associazione.
Certo è che, una buona sintonia di intenti e altrettanta trasparenza, aiutano parecchio a svolgere questo gravoso compito. Così come il sentirsi parte del progetto e non esserne solo coinvolto, diventa determinante per la qualità del risultato.
Ne scrivo per esperienza personale, per quanto ho fatto e ho visto fare, in tutti gli ambiti in cui ho operato.
Per ritornare alla domanda, personalmente ho trovato sicuramente più facile manutenere le cose materiali; bastano il lavoro e i soldi. Più difficile invece è mantenere alta la coesione e la partecipazione delle persone, sopratutto quando il ritorno è solo morale e non economico, ma anche quando, ne siamo coinvolti nostro malgrado e non rientra nei nostri progetti accollarsene l'onere. 


Una delle formazioni del calcio CSMR

Qui invece puoi scaricare l'Informatore N°1

sabato 21 gennaio 2017

La Nostra Storia - 2

<<Quando l'utopia si allontana dalla sua realizzazione, prende il sopravvento la nostalgia!>>
Non ricordo più l'autore di questa riflessione ma non posso che condividerne la veridicità.

Negli anni '70 la Comunità si stava ancora formando. Eravamo poco più di 1.300 abitanti tra Mantegazza e Rogorotto, meno di 350 famiglie.
Sono gli anni in cui l'influenza delle lotte studentesche del '68 si propagano in tutte le realtà e la chiesa è alle prese con la modernizzazione introdotta dal Concilio Vaticano II conclusosi nel '65.
Da noi, una piccola "rivoluzione" aveva portato alla rimozione del parroco pro tempore don Giancarlo Colombo e l'arrivo del vicario don Francesco Manolo. 
La sua opera si esauriva nell'estate del 1970 con la nomina di don Antonio Borsani a nuovo parroco della comunità.

l'altare prima del Concilio Vaticano II

La rilettura dei vecchi "bollettini parrocchiali" mi porta alle riflessioni di cui sopra. 
Facile intuirne il perchè!



martedì 27 dicembre 2016

La Nostra Storia - 1

Un altro salto indietro nel tempo.
Indice di vecchiaia incombente o paura che tutto vada perso in questa corsa incessante verso il nuovo, "rottamando" tutto e tutti? Chissà!
Semplicemente, mi interessa divulgare un po' della nostra storia recente, perchè sia chiaro che quanto è nel presente è frutto del passato!

Come il coro parrocchiale, presente da oltre 40 anni  nella comunità, ritratto qui sotto durante una gita a Re.


Continuo inoltre a postare i vecchi Sul Sagrato ... qui scarichi il n°1

lunedì 26 dicembre 2016

Informatore n°0

In questo mese, nel lontano 1998, ha visto la luce anche il nuovo bollettino parrocchiale.

Erano passati ormai diversi lustri dall'ultimo numero del "Sul Sagrato" e si erano avvicendati un paio di parroci, ma un nuovo "giornalino" che riepilogasse gli avvenimenti della comunità, stentava a vedere la luce.

E' con l'arrivo di Don Mario che si accendono le "rotative"!

A dire il vero ... proprio per il primo numero, si è dovuti ricorrere a diversi contributi esterni alla comunità:
- la copertina è stata stampata da Don Antonio (nostro parroco dal '70 all'82);
- la stampa delle pagine interne è avvenuta all'oratorio di Parabiago;
- l'assemblaggio ... questo in casa parrocchiale.

Prima però, si sono fatte riunioni su riunioni per decidere:
- se realizzarlo;
- con quali forze e con quali argomenti;
- per tutti o solo per chi frequenta la parrocchia;
- gratis, raccogliendo offerte, con sponsor o a pagamento.

Insomma, una cosa pensata e non "buttata lì" tanto per farla!

Alla fine delle varie cerebro-spremute, questo è quello che eravamo riusciti a realizzare: