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lunedì 31 ottobre 2016

Colazza autunnale

Riprendo a raccontare una delle tante uscite ciclistiche di questa stagione!


Venerdì 21 ottobre.
La temperatura è ancora mite, alle 8.30 supera già i 12 gradi. Vestirsi a cipolla in questa stagione è sempre conveniente, può essere che al ritorno faccia ancora caldo e si rischia di sudare più del dovuto.
Oggi il ritrovo è per le 8.15 al “Calabrese”, dopo la rotonda di Arluno e in direzione di Inveruno. Non è precisa la meta, si va verso il lago Maggiore attraversando le colline dietro Oleggio. 
L’unico vincolo è l’ora del rientro, non più tardi delle 15.30; i nonni hanno i loro impegni inderogabili!
Come sempre la gamba fatica a girare nella prima mezz’ora, ma confido che poi si sblocchi lasciandomi assaporare in seguito la delizia di una pedalata morbida e fluente, almeno fino ai 100!
Ci districhiamo nel traffico fino a Castano Primo, poi un po’ di strada libera dai mezzi pesanti e ciclabile libera dai motori, ponte di ferro sul Ticino e salita verso Oleggio. Non vediamo l’ora di tuffarci nella brughiera, passando da Loreto e da Pombia per raggiungere le vigne a Divignano. Un su e giù affrontato senza affanno; dopotutto è ormai periodo di scarico e non di allenamento.
Il languorino caffè si fa sentire all’ingresso di Agrate Conturbia, è d’obbligo una sosta tecnica alla pasticceria in piazza!
Riprendiamo di buona lena puntando su Oleggio Castello e abbiamo la fortuna di incontrare diversi aironi cenerini in cerca di cibo nei prati che precedono l’ingresso in paese. Decidiamo quindi di affrontare la prima asperità: la salita verso Montrigiasco. Salita regolare con pendenza media al 4%, non credo superi l’8% di massima. Attraversiamo il paese e ci fiondiamo verso Ghevio con l’insano proposito di tirare dritto, facciamo in salita ciò che è stato fatto in discesa qualche settimana fa; saliamo verso Colazza!
La salita ha una pendenza media del 9% ma ogni tanto si scorge sul garmin un bel 16%, confermato anche dai miei muscoli che cominciano a produrre acido lattico. Comunque … fatta anche questa! Ora, puntiamo su Arona passando da Pisano e, per non farci mancare niente, anche da Daniente. Poi, vuoi non passare a salutare il San Carlone?!
E’ ora di pranzo e pensiamo di mangiare un panino allo Strobino di Arona; mai più! 
Scortesi loro e ...xxati noi, rinunciamo e prendiamo la strada di casa. 
Il ritorno è per Golasecca, ultima salita della giornata e, invece di rischiare la vita nel traffico della Malpensa, ci rituffiamo verso la Maddalena costeggiando in seguito il naviglio fino alla Vizzola. Ultimi 30Km con andatura costante di circa 32Km/h, siamo in anticipo sulla tabella di marcia ed è inutile forzare.
Alle 15.00 siamo alla rotonda di Arluno con il garmin che segna 140Km, 25,3Km/h di media e circa 1500m di salita. 

Non male per una giornata di scarico!

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La nostra Storia

Si è sempre detto che il tempo è il miglior insegnante. Le esperienze che consente durante il suo trascorrere fissano nella nostra memoria le soluzioni ai problemi che si incontrano nel quotidiano. Peccato che "uccida" tutti i suoi allievi! (Boris Pasternak)
Quanto imparato da una generazione non è scontato che farà parte del bagaglio culturale delle generazioni future. 
Non parlo solo delle esperienze personali e o di una singola famiglia, ma di una comunità che in questi ultimi anni ha perso buona parte della generazione che l'ha fatta crescere, rimpiazzandola con nuovi nati e molti inserimenti esterni.
Per questo motivo, vorrei condividere alcuni documenti e foto in mio possesso affinché ne prendano visione i nuovi e vecchi abitanti.
Circa 46 anni fa vedeva la luce il primo bollettino parrocchiale, un documento che meglio di altri è in grado di raccontare la nostra storia recente.


Giancarlo            


  
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